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Novità in tema di HPV
Il cancro della cervice uterina è una delle forme tumorali più diffuse nella popolazione femminile in tutto il mondo, secondo dopo il tumore al seno. Numerosi studi epidemiologici, clinici e di biologia molecolare hanno evidenziato che l’infezione persistente da HPV è la causa più frequente del tumore della cervice uterina nel 99,7% casi.
La maggior parte delle infezioni da HPV sono transitorie e, fortunatamente, non causano il carcinoma cervicale. Tuttavia un numero piccolo ma significativo di infezioni da HPV può evolvere in cancro.

 


Il cancro della cervice uterina è causato da un virus
Il virus dell’HPV si trasmette principalmente per via sessuale e più dell’80% della popolazione femminile
è  portatrice di uno o più genotipi nel corso della sua vita.
In Italia si hanno 3500 nuove infezioni da HPV e ogni anno, muoiono circa 2000 donne per cancro della cervice.
Esistono diversi genotipi di HPV, ma solo alcuni inducono una trasformazione neo plastica. E' fondamentale quindi individuare queste trasformazioni sul nascere, in modo da prevenire lo sviluppo del tumore.
Il sistema immunitario è in grado di combattere l’infezione e, nella maggior parte dei casi, elimina il virus dal corpo della donna infetta. In alcuni casi però il virus è in grado di integrarsi nel genoma cellulare inducendo un aumento del livello di RNAm di due oncoproteine virali, E6 ed E7, che interferiscono con il metabolismo cellulare favorendo la trasformazione neoplastica della cellula ospite.
Infatti l'espressione delle oncoproteine virali E6 e E7 avvia il processo di oncogenesi della cervice alterando il controllo del ciclo cellulare.XXX Ricerche effettuate sul cancro indotto da HPV hanno dimostrato che i genotipi 16 e 18 causano circa il 70% dei casi a livello mondiale.

L'integrazione del DNA dei virus oncogenici dell'HPV è un evento cruciale nella progressione del carcinoma della cervice e la persistenza della infezione da HPV aumenta di 250 volte il rischio relativo di sviluppo del tumore.
 


Decorso dell'infezione da HPV

L'infezione da HPV nel tratto genitale, nella maggior parte dei casi, è condizionata dall'equilibrio fra ospite ed agente infettante. Dopo il contagio il virus può scomparire, per azione delle difese dell'organismo, o rimanere latente anche per lunghi periodi di tempo.
 


Prevenzione del cancro della cervice

Fino ad ora l'identificazione delle cellule tumorali (tramite il Pap-test) e la determinazione della presenza del DNA virale (DNA-HPV test o PCR) sono state le tecniche più utilizzate nella prevenzione del cancro della cervice. Ma i metodi basati sulla rilevazione del DNA dell'HPV non sono indicativi della possibile evoluzione delle lesioni pre-cancerose verso la forma tumorale. Essi rivelano la presenza del virus, ma non l'attività oncogenica.
Inoltre nei programmi di screening per individuare cellule tumorali della cervice uterina si utilizza la citologia che, pero', ha mostrato alcuni limiti quali variabilità, soggettività, scarsa sensibilità e l'indeterminazione delle classi CIN II/CIN III nei casi atipici.

La ricerca del DNA del virus rileva l'HPV nel 20-30% della popolazione femminile, laddove solo l'1-2% ha una seria displasia. Ciò perché l'HPV è transiente e solo in alcuni casi porta a trasformazione cellulare.
 


Come procedere?
Oggi finalmente sono disponibili tecnologie che propongono approcci e metodi diagnostici che indirizzano l'attenzione verso fattori di rischio più specifici, come le oncoproteine E6/E7, la cui espressione aumenta proporzionalmente alla presenza di attiva replicazione virale e, quindi, di rischio effettivo di sviluppare il tumore della cervice.
Quindi rilevare l'RNAm E6/E7 conferma la persistenza dell'espressione virale nelle cellule umane fornendo al clinico elementi utili per prendere la giusta decisione. Diverse pubblicazioni mostrano che con il metodo di rilevazione dell'RNAm messaggero il Valore Predittivo Clinico è maggiore rispetto ai metodi basati sul DNA. Questo metodo consente infatti di inquadrare correttamente un numero più elevato di pazienti con citologia e/o istologia alterate. Il Valore Predittivo Negativo è risultato comparabile tra i due metodi, mentre il Valore Predittivo Positivo, in casi di rilevazione dell'RNA messaggero, è in media due volte più elevato.

Quando effettuare il test?
Quando si esegue un Pap-test, con un unico prelievo, il campione raccolto può essere utilizzato anche per la ricerca dell'RNAm delle proteine oncogeniche E6/E7.
L'analisi dell'RNAm delle proteine oncogeniche E6/E7 applicata direttamente sul triage ASCUS/LSIL permette di valutare il vero rischio di carcinoma della cervice.
Inoltre l'HPV RNA può essere utilizzato anche dopo trattamento per permettere un corretto follow-up post operatorio.
 

Nel caso di soggetti risultati positivi  al test dell'HPV DNA e/o alla genotipizzazione per l'alto rischio, la ricerca dell'RNAm, consentendo la rivelazione dell'espressione dei marcatori oncogenici E6/E7, permette di discriminare quei casi in cui sia davvero necessario eseguire la colposcopia e quindi le relative biopsie seguite da trattamenti eventualmente necessari. Ciò consente di garantire un migliore e più precoce trattamento della paziente nonché una razionalizzazione dei costi correlati.


Il test è molto sensibile ed è quindi in grado di rilevare le infezioni allo stadio iniziale, molto prima che le alterazioni cellulari siano visibili in un normale campione di cellule studiato al microscopio.
Attraverso l'identificazione dell'RNA messaggero che codifica per le proteine oncogeniche E6/E7, questo test permette di evidenziare la presenza di cellule trasformate e di seguire la progressione del tumore, laddove i test tradizionali (DNA-HPV o PCR) possono solo dare evidenza della presenza del virus.


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