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Pur
nell'ambito di una società continuamente martellata dai mezzi di
informazione, la tematica della contraccezione resta uno dei settori della
vita di relazione conosciuto in modo superficiale.
Questo perché da un lato sussiste qualche ritrosia a trattare certi
argomenti e dall'altro, e questo è l'aspetto più grave, perché le
informazioni sono incomplete e spesso inesatte.
Che cosa è la
contraccezione
È l'insieme
di metodi e comportamenti che consentono di vivere serenamente la propria
sessualità, ed evitare gravidanze non desiderate.
Attualmente si può scegliere tra diversi metodi contraccettivi a seconda
della età, salute e vita sessuale. L'importante è che si utilizzi quello
più confacente alle proprie esigenze.
La
scelta del metodo migliore dovrebbe avere alcuni requisiti:
-
sicurezza: offrire la garanzia che il rapporto sessuale completo e
soddisfacente non darà origine ad una gravidanza.
-
innocuità: dare certezza che il metodo impiegato non inciderà sulla
salute della donna, sia durante che dopo il rapporto sessuale.
-
accettabilità: offrire facilità e comodità di impiego senza effetti
sgradevoli, sia psicologici che fisici.
-
reversibilità: garantire che, cessato l'uso del metodo, la donna sia
normalmente fertile.
Non ci
soffermeremo mai abbastanza sulla necessità di usare il profilattico nel
caso di rapporti occasionali perché questo, oltre a proteggere da una
gravidanza indesiderata, è l'unico mezzo per proteggere entrambi i partner
da contagi di malattie gravi quali l'epatite virale e l'AIDS. Non sono
metodi contraccettivi e quindi sono ad elevato rischio il coito
interrotto (estrarre il pene per far avvenire l'eiaculazione all'esterno
della vagina), la penetrazione non completa, il primo rapporto sessuale
della donna, lavarsi internamente subito dopo il rapporto.
PILLOLA
Che
cosa è, come agisce
È il metodo ormonale contraccettivo più conosciuto e diffuso. La pillola è
quindi un farmaco che contiene due sostanze simili agli ormoni prodotti
normalmente dalla donna (estrogeno e progesterone), che regolano tutta
l'attività del suo apparato genitale. La pillola agisce creando una
situazione di impedimento dell'ovulazione, mettendo cioè a riposo le
ovaie.
Come si deve usare
La pillola si usa per cicli di 21 giorni con intervalli di pausa di 7
giorni. Si inizia con la prima pillola il 1° giorno delle mestruazioni,
seguitando a prenderne una al giorno, preferibilmente alla stessa ora, per
21 giorni senza interruzioni. Le pillole dell'ultima generazione
attualmente in uso, offrono una sicurezza contraccettiva già dal primo
giorno di assunzione. Al termine delle 21 pillole, si fanno seguire 7
giorni di intervallo e si comincia una nuova confezione.
Nei giorni di sospensione compare una mestruazione simile a quella
consueta (a volte più scarsa e di durata inferiore, generalmente non
dolorosa). N.B.- l'effetto contraccettivo dura anche nei sette giorni di
pausa.
Se si dimentica di
prendere una pillola, è necessario prenderla il prima possibile, non
superando le 12 ore di ritardo; se si supera questo limite di tempo, si
continui ad assumere regolarmente la pillola, tenendo conto che la
sicurezza contraccettiva è minore.
Nei primi mesi di uso della pillola si possono avere leggere nausee,
tensione al seno, lieve aumento di peso, qualche leggera perdita di sangue
al di fuori delle mestruazioni, ma in genere questi disturbi scompaiono
spontaneamente.
Esistono diversi tipi di pillole, tutti efficaci allo stesso modo, ma con
diverse combinazioni di ormoni, che consentono al medico e alla donna di
scegliere il tipo più adatto.
Nel caso che la pillola venga assunta contemporaneamente ad altri
medicinali, occorre consultare il medico, poiché esistono farmaci che
possono ridurne l'efficacia contraccettiva.
In caso di malattia, non è necessario sospendere l'assunzione della
pillola , se non prescritto dal medico.
Se entro 4 ore dall'assunzione della pillola, si verificano vomito o forte
diarrea, è consigliabile assumerne un'altra perché la prima potrebbe non
essere stata assorbita.
E' buona norma non sospendere mai un metodo prima di averne programmato un
altro.
Controindicazioni all'uso della pillola
Prima di usare la pillola bisogna sottoporsi ad una visita medica, che
comprende anche l'esame del seno. Esistono infatti alcune
controindicazioni:
L'uso
della pillola non è sempre controindicato per chi soffre o ha sofferto di
disturbi quali: emicranie, alta pressione arteriosa, vene varicose, asma,
epilessia, disturbi psichici rilevanti, diabete, ma con il ginecologo si
deve decidere caso per caso se ne sia possibile l'assunzione.
L'uso della pillola è sconsigliato anche alle adolescenti se non è ancora
perfettamente avvenuta una completa maturazione del sistema
ipotalamo-ipofisario.
Dovrà essere il
medico a stabilire se e quali analisi debbono essere fatte prima di
iniziare l'uso della pillola e durante il trattamento; in questo modo si
possono prevenire eventuali effetti collaterali.
E' bene eseguire sempre un pap-test.
I più recenti studi evidenziano che anche il rischio di cancro non sembra
più elevato nelle donne che utilizzano la pillola rispetto alle altre
donne, anzi in alcuni tipi di cancro dell'endometrio e dell'ovaio
sembrerebbe inferiore.
Ben più gravi sono i rischi dovuti a ripetuti aborti. Dopo un aborto si
può cominciare a prendere la pillola trascorso il 1° giorno
dall'intervento.
Secondo i recenti studi, la pillola presenta i seguenti effetti benefici:
-
riduzione o assenza virtuale (per soppressione dell'ovulazione) di
- cisti ovariche funzionali (follicolari e luteiniche).
- tensione premestruale.
- dismenorrea e dolori pelvici nel periodo ovulatorio.
-
riduzione di incidenza di gravidanze extrauterine.
-
riduzione del sangue mestruale con conseguente minore rischio di anemia
ferro-priva.
-
minore incidenza di menorragie, perdite intramestruali e di irregolarità
delle mestruazioni.
-
protezione dall'artrite reumatoide, dalle malattie infettive pelviche e
dalla salpingite.
-
riduzione del 50% della comparsa di mastodinia, di noduli benigni della
mammella e di mastopatia fibrocistica.
La
sicurezza
La pillola è praticamente sicura al 100%; i rari casi di fallimento sono
dovuti in genere ad errori nell'uso del contraccettivo.
È
importante fare i controlli
Il primo controllo medico, effettuato dopo tre mesi di assunzione della
pillola, è utile per verificare la comparsa di eventuali effetti
collaterali, il carattere delle mestruazioni, il peso corporeo, la
pressione arteriosa.
Inoltre, dovranno essere ripetuti l'esame obiettivo generale, l'esplorazione
vaginale e l'esame del seno. In seguito è sufficiente un controllo ogni
sei mesi circa.
La durata del trattamento
La pillola può essere assunta continuativamente anche per lunghi periodi
di tempo (anni), e non sono obbligatorie sospensioni del trattamento nelle
donne che non presentino ai controlli disturbi o complicanze.
Infatti, risulta ormai scientificamente provato che il rischio di
amenorrea post-pillola sia indipendente dalla durata della sua assunzione,
né sono stati rilevati danni irreversibili a carico del sistema
ipotalamo-ipofisario o delle ovaie.
Comunque non è opportuno sospendere frequentemente l'assunzione della
pillola, oltre che per le considerazioni suddette, anche per il fatto che,
in questa eventualità, l'organismo è costretto ogni volta ad adattarsi
alla somministrazione ormonale; inoltre, durante la pausa vi è un
aumentato rischio di gravidanza.
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Come gli altri contraccettivi ormonali estroprogestinici, gli ormoni
rilasciati dall'anello contraccettivo inibiscono efficacemente
l'ovulazione. Inoltre, come tutti gli altri contraccettivi orali, l'anello
contraccettivo induce modifiche del muco cervicale, atte a renderlo
inadatto alla risalita degli spermatozoi. La mucosa che riveste la vagina
è facilmente permeabile ed è un organo molto vascolarizzato. Questo
consente un rapido assorbimento degli ormoni, che possono arrivare
direttamente in circolo, evitando il tratto gastrointestinale ed il primo
passaggio attraverso il fegato.
L'anello contraccettivo viene inserito e rimosso in modo
semplice, direttamente dalla donna. Per inserirlo bisognerà scegliere la
posizione più confortevole (sdraiata, in piedi con una gamba sollevata,
accovacciata), comprimere l'anello tra pollice ed indice ed inserirlo in
vagina fino a raggiungere una posizione comoda. Nell'eventualità che una
volta inserito, si avvertisse una sensazione di fastidio, basterà
spingerlo delicatamente un po' più in alto.
L'esatta posizione all'interno della vagina non è determinante per
l'efficacia contraccettiva, purché l'anello sia completamente inserito in
vagina. Per rimuoverlo, la donna dovrà agganciare il dito indice sotto
l'anello (ad uncino) oppure afferrarlo tra indice e medio e trascinarlo
all'esterno. L'anello contraccettivo va utilizzato per 3 settimane
consecutivamente, seguite da 1 settimana di intervallo senza anello,
durante la quale comparirà la regolare mestruazione (per esempio se viene
inserito un mercoledì alle 22.00, andrà rimosso il mercoledì di 3
settimane dopo sempre alle 22.00; il mercoledì della settimana successiva
sempre alle 22.00 andrà inserito un nuovo anello contraccettivo).
Il rilascio da parte dell’anello degli ormoni avviene in
maniera costante e non si hanno le fluttuazioni ormonali plasmatiche che
si incontrano con altri preparati e questo si traduce in una minor
incidenza di effetti collaterali rispetto agli altri metodi ormonali. Inoltre viene saltato il primo passaggio epatico e il
fegato ”lavora” il 40% in meno rispetto a quello che accade con altri
preparati e in caso di vomito o diarrea l’efficacia viene comunque
mantenuta.
Controindicazioni
L'anello contraccettivo non deve essere utilizzato in presenza di una
qualunque delle sottoelencate condizioni:
-
trombosi venosa in atto o pregressa con o senza embolia polmonare
-
trombosi arteriosa in atto o pregressa (per esempio infarto del
miocardio) o prodromi di una trombosi (per esempio angina pectoris)
-
diabete mellito con interessamento vascolare
-
grave malattia epatica, in atto o pregressa, fino a quando i valori
della funzionalità epatica non sono tornati alla norma
-
tumori epatici (benigni o maligni), in atto o pregressi
-
malattie maligne, accertate o sospette, degli organi genitali o delle
mammelle, se ormono-dipendenti
-
emorragia vaginale di natura non accertata
-
ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualunque degli eccipienti
dell'anello stesso.
Se durante il suo utilizzo compare per la prima volta una
qualunque di queste condizioni, l'anello va immediatamente rimosso ed è
bene rivolgersi al proprio medico segnalando.
CEROTTO CONTRACCETTIVO
Il contraccettivo transdermico è un sistema che si basa sul principio
della somministrazione di ormoni estro-progestinici a basso dosaggio
attraverso la pelle, in modo programmato, costante e uniforme. Il
principale meccanismo con cui i contraccettivi ormonali estroprogestinici
impediscono il concepimento è la soppressione dell'ovulazione. L'efficacia
contraccettiva viene valutata misurando la concentrazione plasmatica di
progesterone, di Ormone Luteinizzante (LH) e di estrogeni nel corso del
ciclo mestruale.
Altri meccanismi d'azione secondari sono l'attività sul muco cervicale e
sull'endometrio. Contribuiscono ad impedire il concepimento una serie di
effetti legati alla combinazione di estrogeno e progestrinico contenuta
nel cerotto: la soppressione dell'ovulazione (determinata in base ai
livelli plasmatici di progesterone), la soppressione dello sviluppo
follicolare, la modificazione del muco cervicale e i cambiamenti
dell'istologia e dello spessore endometriale.
Come applicarlo
Il primo cerotto si applica nelle prime 24 ore dalla comparsa delle
mestruazioni e, di norma, non richiede un altro metodo contraccettivo
supplementare. Nel caso in cui si dovesse applicare il primo cerotto dopo
le prime 24 ore dall'inizio delle mestruazioni, ma entro e non oltre 7
giorni, dovrà essere usato un metodo di controllo di tipo non ormonale
(per esempio preservativi o spermicida) per i primi 7 giorni di
applicazione del cerotto. Il cerotto va indossato per 7 giorni e tolto il
giorno 8 (sostituzione con un nuovo cerotto) e di nuovo il giorno 15
(sostituzione con il terzo cerotto). Il giorno 22 (inizio quarta
settimana), il cerotto non va applicato: le mestruazioni dovrebbero
iniziare durante questa settimana. Il ciclo successivo va iniziato il
giorno seguente al giorno 28.
Non è importante il giorno in cui iniziano o terminano le mestruazioni, ma
ogni cerotto utilizzato deve essere tolto ed immediatamente sostituito con
uno nuovo lo stesso giorno della settimana (in qualsiasi momento della
giornata). La quarta settimana non si utilizza il cerotto.
Il cerotto può essere applicato sulla natica, l'addome, la parte alta
esterna del braccio o la parte superiore del tronco; non va invece
applicato sul seno.
Si può scegliere un punto diverso ogni settimana, ma
qualsiasi punto venga scelto, è importante che il cerotto rimanga nello
stesso posto per 7 giorni. Si può anche indossare il cerotto nella stessa
area del corpo ogni settimana, avendo però cura di non posizionarlo
esattamente nello stesso punto, per evitare eventuali irritazioni: per
esempio, se si preferisce indossarlo sull'addome, il cerotto successivo
deve essere posizionato sul lato opposto dell'addome. Prima di applicare
il cerotto nuovo si deve sempre togliere quello usato.
Il cerotto deve essere applicato a pelle pulita, asciutta, priva di peli,
intatta e sana. Il cerotto non deve essere applicato su pelle arrossata,
irritata o con tagli. Per prevenire interferenze con le proprietà adesive
del cerotto, è preferibile non applicare trucco, crema, lozioni o talchi
alla zona di pelle dove il cerotto è applicato. Premere con forza sul
cerotto finché i bordi non aderiscono bene.
Effetti indesiderati
È bene non usare il cerotto in presenza di uno dei seguenti disturbi:
-
ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti
-
trombosi (coaguli di sangue), anche se ciò si è verificato molto tempo
prima: la trombosi può interessare i polmoni (embolia polmonare), gli
occhi, il cervello (ictus), il cuore (attacco cardiaco) o le vene
profonde delle gambe (trombosi venosa profonda)
-
altri tipi di malattie cardiache, per esempio l'angina (dolore al petto)
-
emicrania
-
possibile predisposizione ereditaria alla trombosi venosa o arteriosa,
come resistenza alla proteina C attivata, carenza di antitrombina-III o
di proteina C
-
disturbi che possono rendere suscettibile alla trombosi (coaguli di
sangue), per esempio: pressione alta, diabete accompagnato da problemi
di cuore o di circolazione, alcuni problemi genetici
-
tumori del seno, della cervice, dell'utero, della vagina o del fegato
-
gravi malattie del fegato oppure funzionalità anormale del fegato
-
sanguinamento vaginale.
Se uno
di questi disturbi dovesse verificarsi per la prima volta durante l'uso
del cerotto e bene rivolgersi al proprio medico segnalando i disturbi e
valutando insieme a lui la più opportuna scelta terapeutica.
LA
PILLOLA DEL GIORNO DOPO
Che cosa non è, che cosa è, come agisce
Non è una pillola contraccettiva da usare abitualmente, ma un presidio
medico da usare solo in casi di emergenza e su indicazione del medico!
La nuova pillola (novembre 2000) in commercio in Italia è una pillola a
base di progestinico chiamato levonorgestrel.
Tale pillola riduce in misura notevole il rischio di gravidanza perché
tende ad evitare che l'uovo fecondato si impianti nell'utero; riduce
inoltre gli effetti collaterali (nausea, vomito, mal di testa, tensione al
seno, irregolarità mestruali) tipici delle pillole usate precedentemente.
Come si usa
La confezione è di due pillole che vanno assunte nel seguente modo:
- la prima al più presto possibile e comunque entro e non oltre 72 ore dal
rapporto a rischio;
- la seconda a 12 ore di distanza dalla prima.
La sicurezza aumenta quanto più si è tempestive nell'iniziare il
trattamento.
RICORDA - La pillola del giorno dopo non è un metodo anticoncezionale e
deve essere usata solo in caso di emergenza.
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Come si usa
La spirale deve essere applicata e rimossa da un medico. Non occorre
anestesia. Gli ultimi giorni del flusso mestruale sono il periodo migliore
per l'applicazione, sia perché il collo dell'utero è un poco dilatato, sia
perché la donna è certa di non essere incinta.
La spirale è particolarmente indicata nelle donne che hanno già avuto
figli. Dopo un parto la spirale potrà essere inserita quando, a distanza
di 30-40 giorni, si riscontrerà il ritorno dell'utero alle sue normali
condizioni di tono e volume.
Tutte le spirali hanno un filo terminale che fuoriesce dal collo
dell'utero, per 3 o 4 cm, in modo che la donna stessa, specialmente dopo
ogni mestruazione, possa agevolmente controllare la presenza dello IUD,
introducendo un dito in vagina e ricercando il filo sul collo dell'utero.
Infatti, l'espulsione spontanea dello IUD avviene più spesso nel periodo
mestruale e nei primi mesi di uso del metodo.
L'uso della spirale nelle donne che non hanno mai partorito può provocare
disturbi simili ai dolori mestruali, che tendono a regredire dopo i primi
2 o 3 mesi.
Le prime mestruazioni dopo l'applicazione dello IUD sono spesso più
abbondanti e ci possono essere delle piccole perdite tra una mestruazione
e l'altra. Sono molto rari i casi di disturbi, tali da rendere necessaria
la rimozione della spirale (5% circa).
Prima di inserire lo IUD è necessario fare una visita ginecologica
accurata ed un pap-test. Allo stato attuale delle ricerche è da escludere
che lo IUD provochi tumori.
Chi non la deve usare
Le
infiammazioni dell'apparato genitale controindicano l'applicazione dello
IUD, mentre non è una controindicazione l'utero retroflesso o un
precedente parto cesareo.
Perdite di sangue al di fuori delle mestruazioni richiedono accertamenti
ed una eventuale terapia prima dell'applicazione.
Sicurezza
Lo IUD è uno dei metodi contraccettivi più efficaci (98-99%). Poiché
esiste la possibilità di un'espulsione parziale o totale inavvertita, la
donna dovrebbe imparare ad accertare da sola la presenza dello IUD,
soprattutto dopo ogni mestruazione. Occorre pertanto insegnare alla donna
come individuare il collo dell'utero e l'orifizio esterno da cui fuoriesce
il filo terminale della spirale.
E' opportuno sottoporsi ad una visita di controllo dopo il primo, il terzo
e il sesto mese di uso e successivamente ogni sei mesi.
Lo IUD può essere usato per diversi anni; i dispositivi intrauterini
medicati con rame vanno sostituiti seconda del tipo ogni 2, 3 o 5 anni.
Dopo la rimozione, in genere si può introdurre un nuovo IUD nella stessa
seduta.
Se una donna rimane incinta con la spirale inserita e decide di portare
avanti la gravidanza, lo IUD può essere rimosso entro la 12a settimana per
ridurre il rischio di un aborto con infezione, ma - se viene lasciato
nell'utero - non provoca malformazioni al prodotto del concepimento.
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