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MAITHUNA SRL - Istituto di
Counseling
Corso di Formazione in Counseling, Marzo/Settembre 2007 - Baigno di
Camugnano (BO)
Dr.ssa Rossana Cirillo
Il Counseling nella Clinica della Menopausa
Un gruppo di lavoro
Introduzione
Tutto il secolo scorso è stato percorso da una frattura tra una medicina
senz’anima e una psicologia senza corpo.
In tale frattura si è giocato il contrapporsi di una scienza sempre più
tecnologica e iperspecialistica (basata sull’evidenza dei numeri e delle
statistiche e chiusa nell’attenzione maniacale per la meccanica e per la
biochimica dei corpi) con una psicologia svincolata da ogni attenzione ai
correlati neurobiologici.
Come molti altri fenomeni che appartengono al corpo della donna, anche la
menopausa è stata oggetto di modelli interpretativi dominati dalla
scissione tra mente e corpo, scissione che non ha giovato a comprendere la
complessità del fenomeno.
La Medicina Convenzionale in una visione riduttiva, sottrae tutto ciò che
di psicologico e simbolico esiste e si muove nella mente della donna
durante il climaterio.
I malesseri associati alla menopausa, ancorché certamente correlati ai
cambiamenti ormonali, quando sono trattati con programmi terapeutici
uguali per tutte vedono inascoltata la complessità di una crisi di
transizione che si svolge nell’intimità della mente e del cuore della
donna e che difficilmente raggiunge spazi socialmente condivisi.
In questo contesto, il counseling si rivela un ottimo strumento per
esplorare le emozioni che costellano le crisi di questa età di
transizione.
Il counseling può essere svolto in un setting individuale, che privilegia
la relazione medico paziente, o in un setting di gruppo ove meglio trovano
spazio le ansie e le paure legate a la menopausa nella loro dimensione
socio-culturale.
Secondo Rogers, l’obbiettivo finale del counseling è quello di raggiungere
l’insight ovvero "far pervenire il soggetto ad una maggiore
indipendenza e integrazione e rimuovere gli ostacoli perché pervenga ad
una crescita, perché possa autonomamente e consapevolmente affrontare i
problemi".
L’insight in menopausa si rivela dunque come un momento unificatore
di una serie di esperienze di vita che fanno parte della propria biografia
contribuendo a un nuovo modo di orientare il proprio comportamento. Un
vero insight si acquisisce quando la persona è in grado di fare
scelte positive e di raggiungere mete soddisfacenti; l’acquisizione di
insight ha effetti sul mantenimento di una buona autostima, tanto è
vero che la mancanza di consapevolezza spinge spesso a scelte inadeguate
con evidenti ricadute negative sull’immagine di sé.
L’esito positivo dell’insight si esprime anche nella riduzione
della tensione e in un aumento dell’auto-accettazione; le decisioni
tendono così a tradursi in azioni. Si realizza così quanto teorizzato da
Rogers che definisce il counseling come un rapporto finalizzato a far sì
che il soggetto raggiunga una autonomia tale da consentirgli di far
ricorso alle proprie risorse e nell’adottare comportamenti nuovi e più
adattivi, modifichi il proprio disagio.
Il Counseling
individuale in menopausa
L’incontro tra il professionista sanitario e la donna in climaterio va
prima di tutto considerato un incontro tra due adulti nel contesto di una
relazione calibrata sul rispecchiamento empatico.
Il Lo scopo del counseling è quello di far pervenire il soggetto ad una
maggiore indipendenza e integrazione e rimuovere gli ostacoli perché
pervenga ad una crescita, perché possa autonomamente e consapevolmente
affrontare i problemi. Sa che il proprio lavoro va a incidere su un nodo
cruciale dell’esistenza della donna in rapporto alla società nel suo
insieme.
Rogers sottolinea l’importanza e delinea una tecnica per condurre i
colloqui dove il soggetto possa esprimere liberamente gli atteggiamenti
emotivi. Il colloquio è finalizzato a far sì che l’individuo modifichi la
percezione di sé stesso e delle proprie risorse per far fronte alle
difficoltà autonomamente; il colloquio non assume connotazioni direttive
ma empatiche.
Nell’incontro a due, sia la donna che il Counselor portano i propri
vissuti, i pregiudizi legati all’identità di genere e tutto ciò che
riguarda nell’ inconscio personale e collettivo tutto ciò che riguarda il
climaterio.
L’incontro dovrebbe essere visto come uno scambio di sapere: infatti ogni
donna che parla della propria menopausa dice qualcosa di nuovo che si
differenzia a seconda della propria cultura di appartenenza, del proprio
modo di sentire e di essere al mondo.
Ruolo del Counselor è favorire l’integrazione tra ciò che sta
accadendo su tutti i livelli, corporeo-emozionale-cognitivo, per
costruire una nuova immagine di sé.
Perché ciò sia possibile occorre che il Counselor abbia già
acquisito, attraverso un percorso di formazione personale, la
consapevolezza delle proprie dinamiche interne riguardo agli argomenti che
fanno parte dei grandi temi della vita.
Dalla Psicoanalisi in poi non è più possibile pensare di eludere il ruolo
del transfert nella relazione medico paziente che, grazie alla Psicologia
Umanistica, si è arricchita del ruolo del controtransfert quale
risposta del terapeuta, a sua volta coinvolto nella relazione con le sue
proiezioni di cui è importante sia consapevole nella conduzione seduta.
Può capitare infatti al Counselor di provare imbarazzo di fronte
alla tonalità emotiva con cui si esprime la paziente. In questo caso, in
particolare se il Counselor è un Medico, è importante che
egli, pur se empatico, non ne enfatizzi i sintomi emotivi rinviandola
intempestivamente all’uso di psicofarmaci.
Se il Counselor è donna bisogna inoltre ponga attenzione,
nell’entrare in risonanza emotiva, a non identificarsi con la paziente
(una ricerca condotta al Massachussetts General Hospital riferisce che i
medici donna sono 19 volte più propensi a prescrivere la terapia ormonale
rispetto ai colleghi uomini).
E’ importante infine esplorare lo scenario famigliare della donna e la
relazione di coppia, il rapporto coi genitori e coi figli; nel corso delle
sedute è infatti consueto trovarsi di fronte a crisi coniugali, conflitti
coi figli ormai adulti, lutti non elaborati a causa del decesso dei
genitori, dinamiche derivanti da sentimenti contrastanti un seguito all’accudimento
di famigliari anziani e malati.
Il Counseling di Gruppo
in menopausa
L’idea di offrire l’opportunità alle donne di incontrarsi in un
setting di Gruppo è fondata sulla convinzione che le paure e le ansie
legate alle varie tappe della vita non appartengono solo all’individuo ma
hanno anche una dimensione collettiva e quindi coinvolgono, se pur con
modalità diverse, tutte le donne che attraversano la menopausa.
La funzione del Gruppo è da una parte quella di un contenitore positivo
come risorsa stimolante fondata sulla condivisione di una esperienza
comune.
Si realizza un ambito dove possono essere espressi i sentimenti e nello
stesso tempo si possa dare ad essi un ordine e una dignità, nella
convinzione che l’essere umano non si identifica solo con la ragione. Il
Gruppo è inoltre luogo ove confrontare le proprie convinzioni sulla
menopausa e metterle in discussione con quelle di altri.
Un’altra funzione del Gruppo è quella di poter sperimentare insieme e
sotto la guida del Counselor una serie di esercizi mediati dallo yoga e
dalla bioenergetica, particolarmente indicati in questa età della vita.
La finalità di questi Gruppi non è quella di insegnare dei comportamenti
ma raggiungere un buon insight specifico.
Il Conduttore ha il compito di mantenere un atteggiamento di accoglienza e
libero da pregiudizi, astenendosi dall’elargire consigli e indicazioni;
dovrà quindi padroneggiare i principali strumenti di conduzione dei Gruppi
per far fronte alle dinamiche che naturalmente si creano.
L’atteggiamento ideale è quello di essere presenti per assistere la donna
ad abbandonare le proprie difese, perché possa chiarire le proprie
dinamiche ed assumersi la responsabilità e la gestione di questa fase di
transizione.
Una esperienza
personale nella mia attività di specialista in Ostetricia e Ginecologia
Da molti anni conduco con
la collaborazione di un ostetrica corsi di preparazione al parto. L’idea
di creare un gruppo di incontro per le donne in menopausa ci venne
suggerita da una "futura nonna" dopo aver assistito al gruppo di incontro
per la preparazione al parto a cui partecipò la figlia.
Entusiasta di come il gruppo avesse lavorato, ci fece notare come ogni
fase di transizione nella vita della donna abbia bisogno di uno spazio di
confronto, libera espressione e sostegno, intendendo come fasi di
transizione quelle da adolescente a donna, da donna a mamma, e da mamma a
nonna. Nacque da qui lo stimolo a creare il gruppo di donne, non senza il
rammarico per non averci mai pensato prima, e su quanta poca informazione
ci sia al riguardo.
Venne divulgato un incontro informativo per tutte le donne over 50 dove
illustrammo i contenuti e le dinamiche degli incontri per la menopausa.
La risposta all’invito fu numerosa e si selezionò il Gruppo di lavoro
composto da circa dieci donne di età compresa fra i 50 e i 65 anni.
Gli incontri, a cadenza settimanale e della durata di due ore circa,
proseguirono con regolarità per nell’arco dei nove mesi successivi, da
novembre a giugno 2006.
Brain-storming
Ogni incontro iniziava dedicando uno spazio all’accoglienza con un
rituale di saluto a cui seguiva un brain-storming delle partecipanti.
Queste sedute in cerchio potevano esprimersi liberamente su vari
argomenti tra cui i più comuni erano:
-
Il rapporto di coppia e
il bisogno di ridefinire la relazione in mutati scenari affettivi e
ambientali; per la donna casalinga la voglia di nuovi spazi esterni alla
casa, per il partner da sempre fuori con il lavoro una volta in pensione
vuole trovare una dimensione "casalinga".
-
La sessualità in
menopausa, cosa cambia, la diminuzione della libido che si accompagna al
fisiologico calo ormonale.
-
L’allontanamento dei
figli, la sindrome del "nido vuoto".
-
I confronti con la nuova
generazione che sono lo spunto per ripercorrere in qualche modo i cicli
della propria vita dall’adolescenza in poi.
-
Il sostegno ai figli nel
loro ruolo genitoriale, l’apertura di spazi ai nipoti e l’assunzione di
nuovi ruoli parentali.
-
L’assistenza ai genitori
anziani o l’elaborazione del lutto per la loro perdita.
-
L’attenzione alla cura
di sé e come preoccuparsi del proprio corpo.
-
Gestire i dolori
muscolo-scheletrici che sono comuni a tutte le donne in menopausa
(effetto antalgico degli estrogeni?).
Veniva infine deciso
quando concludere la discussione per entrare nel silenzio e nella
concentrazione.
Centratura e respiro
Si sottolineava l’importanza di assumere una posizione seduta comoda
con la colonna allineata, le gambe incrociate a formare un triangolo della
base.
L’attenzione veniva rivolta, a seconda degli obiettivi di lavoro, al
respiro, ai punti di appoggio, enfatizzando la stabilità della posizione a
contatto con l’elemento terra, al pavimento pelvico e al Chakra Muladhara.
Questo momento di breve concentrazione è molto importante per introdurre
il lavoro corporeo qualunque esso sia.
E’ un momento di introspezione profonda, di lettura di noi stessi dove
tutto quello che ci circonda si allontana di importanza, come pure le
parole e i contenuti degli argomenti discussi, tutto scende verso la terra
che accoglie e assorbe.
Si invitava all’ascolto della respirazione che doveva divenire
naturalmente bassa per trovare calma e tranquillità. Il respiro muove la
parte bassa dell’addome al di sotto dell’ombelico e si percepiscono i
movimenti di espansione e contrazione nella fase di inspiro ed espiro.
Se l’obiettivo del lavoro corporeo era il pavimento pelvico, si iniziava a
far percepire questa muscolatura come parte anatomica che chiude in basso
il bacino, ancorata alla struttura ossea dai legamenti e, in questa
posizione, a stretto contatto con la terra.
Le tuberosità ischiatiche, che si invitava a percepire dondolando il
bacino verso dx e verso sx, dividono la muscolatura pelvica in due aree,
un perineo anteriore o diaframma uro genitale e uno posteriore o diaframma
pelvico. Contraendo alternativamente queste due aree si può percepire come
esse siano strettamente collegate tra di loro e difficoltosa risulti la
contrazione selettiva di un’area piuttosto che dell’altra. Si evidenzia la
capacità del pavimento pelvico di rispondere ad un comando volontario come
in questo caso ma anche involontario in circostanze di paura e stress. Si
aiuta il lavoro percettivo sul pavimento pelvico creando immagini e
visualizzazioni generalmente tratte dal mondo naturale (esempio fiore che
si schiude).
Il lavoro corporeo
Il corpo deve essere mantenuto in perfette condizioni per poter
garantire una valida attività di concentrazione e meditazione.
Lo stato "distratto" si riconosce dai sintomi: dolore (mentale),
depressione, dolori migranti, tremori, respiro irregolare.
La presenza del dolore fisico o mentale denuncia sempre qualche disarmonia
e quando si associa alla consapevolezza dell’incapacità a rimuoverlo, si
ha la depressione. Il collegamento somato-psichico è ormai riconosciuto
anche dalla medicina tradizionale per cui lavorare sul corpo significa
eliminare anche i disturbi della mente.
La seconda parte
dell’incontro veniva dedicata a una serie di esercizi e posizioni le cui
funzioni sono:
-
mantenere la
flessibilità della colonna vertebrale e saldo l’insieme dei suoi
legamenti.
-
tonificare la cintura
addominale per contrastare l’abbassamento viscerale pelvico.
-
rendere sciolte le
articolazioni in particolare le coxo-femorali e delle ginocchia.
-
ottenere un buon
rilassamento muscolare che prelude oltre che ad un positivo stato
mentale ad un lavoro corporeo morbido e più agevole.
-
prepara il sistema
nervoso al rilassamento e alla meditazione.
I risultati sono sia di
natura mentale, in quanto l’immobilità e l’attenzione al corpo richiesta
predispongono alla stabilità e concentrazione, sia di natura fisica,
perché agendo su tutti i sistemi del corpo gli esercizi costituiscono la
migliore forma di prevenzione contro disturbi muscolo scheletrici.
Nell’intraprendere il
programma di lavoro occorre tener sempre presente due punti importanti:
-
L’attenzione costante al
respiro che deve accompagnare ogni movimento creando armonia ed
eliminando le rigidità.
-
Riconoscere il "proprio
limite", non voler andare oltre per arrivare ad una posizione che
sarebbe forzata e pericolosa, accettare ed apprezzare comunque le
proprie capacità anche se limitate . I successi si otterranno poco alla
volta con la costanza e la pratica.
Il lavoro sulla colonna
vertebrale
Considerata il canale principale attraverso il quale l’energia è
libera di scorrere, la colonna è l’asse portante del corpo, la sede dei
Chakra regali che si aprono a varie altezze di questa.
I Chakra sono centri energetici conduttori che sovrintendono alle attività
di determinate zone corporee, sfere psichiche e processi universali
nell’ottica del rapporto esistente tra microcosmo/uomo e
macrocosmo/universo. Sono chiamati anche Padma che significa loto, perché
vengono spesso rappresentati come fiori di loto chiusi, semichiusi o
aperti con differenti numeri di petali che aumentano in ascesa e che
possono rivolgersi verso il basso, alla terra, o verso l’alto, al cielo,
sempre secondo il livello di coscienza raggiunto dalla persona che agisce.
I Chakra collocati lungo la colonna, indicano anche le tappe della
consapevolezza, in un cammino che per gli esseri umani inizia comunemente
dalla terra per salire verso il cielo. Nello yoga i Chakra vengono
stimolati e attivati sia attraverso le particolari posture che il corpo
assume mantenendole a lungo fino a che non diventino confortevoli, sia con
le pratiche di controllo della respirazione che portano gradualmente agli
stati superiori di distacco, concentrazione e meditazione.
Ancora, i Chakra sono correlati agli elementi cosmici, così le sette
vertebre cervicali lavorano sull’Etere, le dorsali sono le dodici
vertebre dell’Aria, la zona lombare, con le sue cinque vertebre,
corrisponde al Fuoco, quella coccigea è la radice nella Terra,
la zona sacrale le cinque vertebre dell’Acqua.
Da quanto esposto si comprende come il lavoro sulla colonna sia
fondamentale per la stimolazione dei Chakra e quindi per l’integrazione
di tutti gli elementi, condizione questa indispensabile per il benessere
nella menopausa.
Dopo i 40 anni bisogna integrare tutti e cinque gli elementi per un
armonico processo di maturazione. Inoltre nell’ascesa dei Chakra, dal
primo al settimo ovvero dal corpo fisico al corpo etereo, dall’uno al
molteplice, è simboleggiata l’evoluzione e la crescita dell’essere umano
in stadi di coscienza sempre più evoluti.
Ogni lavoro corporeo
inizierà portando l’attenzione alla colonna vertebrale:
-
In posizione verticale
ad occhi chiusi si percorre con gli occhi della mente il corpo in tutta
la sua lunghezza, dall’appoggio della pianta dei piedi al vertice del
capo, si ascoltano punti contratti e si riallinea la colonna, aiutati
dal respiro che scorre libero dalla terra al cielo e dal cielo alla
terra. Questo semplice riallineamento posturale, mantenuto per pochi
minuti, lavora molto sull’equilibrio e sul radicamento (grounding),
fa sentire il peso del corpo nella terra, rinforza ossa e muscoli. Le
braccia sono mantenute attive ai lati del corpo, le punte delle dita
sono tese verso terra. Immagini di rinforzo nel mantenimento della
postura sono la visualizzazione di un filo luminoso che scenda dal
vertice del capo fino alla terra passando per il coccige, oppure la
stabilità e la forza di una montagna dove il vertice del capo è la
sommità, le braccia le pendici, i piedi la base della montagna.
I benefici della
rieducazione posturale globale sono utili anche per la prevenzione dei
disturbi genitali: la lordosi lombare eccessiva e l’antiversione del
bacino orientano la direzione delle forze intra-addominali verso la
fessura vulvare più debole e meno verso la regione ano coccigea più
robusta. Questo può rappresentare un fattore aggravante se non scatenante
il prolasso e l’incontinenza urinaria.
Il lavoro completo sulla colonna prevede srotolamenti verso terra:
scendendo con l’espiro, si rimane nella posizione raggiunta qualche
istante per prendere atto dei propri limiti e potenzialità e si risale con
l’inspiro e le ginocchia leggermente flesse a protezione delle lombari.
I movimenti possono rivolgersi in tutte le direzioni, avanti ,di lato e
indietro con attenzione. Le torsioni della colonna portano invece il corpo
a ruotare su se stesso, lo sguardo è rivolto dietro di noi mentre bacino e
piedi rimangono immobili. Le torsioni possono essere eseguite in piedi,
più efficaci se supine (torsione del serpente).
Lavoro sulle gambe
Le gambe e i piedi sono strettamente legati all’elemento Terra,
così come il sacro e il perineo, per le posizioni in appoggio sedute.
La Terra segna il confine e il limite, è il segno della stabilità e della
concretezza, della responsabilità e dell’attaccamento ai fatti e ai
risultati.
Nell’aspetto emozionale di questo elemento prevale lentezza, costanza e
pazienza, in quello simbolico trasformazione, legame con la storia antica,
ricordi arcaici, radici.
Ha un forte legame con la natura e nella sua funzione di base e radici
profonde rinforza molto la mente agendo sul sistema nervoso e sulla
memoria.
-
Si invitano le donne a
camminare in cerchio, con una andatura volutamente lenta che porti
l’attenzione all’appoggio della pianta dei piedi alla terra, badando a
sentire quale parte appoggia con più consistenza. Si cammina appoggiando
solo le punte dei piedi poi solo i talloni o solo il bordo esterno o
interno del piede.
-
L’andatura diventa più
veloce per tornare di nuovo lenta e poi di nuovo gradualmente più
veloce; le donne sperimenteranno i diversi ritmi adattandosi e
riconoscendo difficoltà o meno ai cambiamenti del ritmo.
-
La consapevolezza
nell’andatura si rivolge ora alle tre articolazioni che permettono la
deambulazione: l’articolazione della caviglia, il ginocchio,
l’articolazione femorale. Questi tre punti si integrano perfettamente
tra di loro come cerniere indipendenti integrate funzionalmente l’una
alle altre.
-
La forma dell’albero
è la rappresentazione simbolica della vita e della crescita e le sue
radici affondano nella terra di cui ne rappresentano la stabilità. Per
l’esecuzione della forma dell’albero il peso del corpo è spostato su di
una gamba sola, la sinistra, mentre il ginocchio destro si piega ed il
piede si porta in appoggio a diversi livelli della gamba sinistra, dal
ginocchio all’inguine a seconda delle potenzialità di ciascuno. Le mani
sono giunte sul petto e premono l’una contro l’altra per poi spingersi
con una inspirazione al di là del capo senza toccarlo. Si espira
lentamente e profondamente per poi spingere indietro i gomiti sulla
linea delle orecchie. Il capo è ben dritto, gli occhi aperti fissano un
punto per facilitare il mantenimento dell’equilibrio. Dopo aver
mantenuto questa forma con respiri calmi e regolari, si ripete con le
stesse modalità dall’altro lato.
La forma dell’albero
è utile per tonificare tutto il sistema nervoso, sviluppare il senso
dell’equilibrio, facilitare la concentrazione e la determinazione. E’
chiamata anche la posizione del coraggio.
Tutte le posizioni in cui si deve trovare l’equilibrio su una metà del
corpo, per esempio l’albero o le posizioni capovolte in candela,
agiscono stimolando i centri nervosi e su tutto il sistema
neurovegetativo. Sono di aiuto quindi nelle nevrosi d’ansia, irritabilità,
insonnia, tutte manifestazioni comuni nel periodo climaterico.
Lavoro sul bacino
Il bacino è
strettamente legato all’elemento Acqua insieme all’apparato
genitale. L’Acqua si
integra con la Terra andando sempre più in profondità; le
appartiene l’inconscio,i sogni, la creatività, la sessualità.
Non è mai uguale ma sempre in movimento, da un movimento molto lento
(acqua stagnante) a veloce, è lunatica perché influenzata dalla luna e
profondamente intuitiva.
Nell’aspetto emozionale è irrazionale, altruistica, sensuale e in quello
simbolico indefinibile, senza confini, dipendente e con forti legami.
L’Acqua è l’elemento del secondo Chakra, Svadhisthana, che si
colloca a livello vertebrale tra la seconda e la terza vertebra sacrale e
si posiziona alla radice degli organi genitali nel punto in cui si
sviluppano le cellule germinali.
Generalmente nella donna in menopausa l’elemento Acqua è
scarsamente rappresentato: vi è disidratazione dei tessuti e delle mucose
a cui consegue perdita di elasticità e collagene. E’ comune consigliare di
bere molta acqua nella giornata , anche se non si ha sete, con
prescrizioni quantitative a volte eccessive!
Il movimento del bacino è
molto importante e viene suggerito
-
Basculamento del bacino
in anti e retroversione associato alla contrattura dei glutei durante la
retroversione e alla contrazione selettiva del pavimento pelvico.
-
Rotazioni ampie in senso
orario e antiorario.
-
Dondolare il bacino
verso destra e verso sinistra scaricando il peso del corpo
alternativamente da una gamba all’altra (posizione del tempo).
-
Tutte le forme in cui si
accentua la cifosi lombare (es. dalla posizione inginocchiata,
appoggiando le mani sulla zona lombare e avvicinando più possibile i
gomiti tra loro, si inarca il busto all’indietro espirando, distendendo
la gola e abbandonando il capo).
-
La medusa, supini
con le ginocchia piegate e i talloni vicino ai glutei tenendo i piedi
paralleli si inspira sollevando il bacino da terra, espirando il bacino
ritorna pesantemente nella forma di partenza. All’espiro si può
accompagnare un suono liberatorio che ampli l’impatto del bacino con il
pavimento.
-
Rotazioni del bacino in
posizione supina abbracciando le ginocchia piegate con le cosce che
premono sull’addome. Si ascolterà il piacevole massaggio sulle vertebre
lombari che si riflette su tutta la colonna.
Tutte le tensioni nel
bacino, nelle cosce e nella parte bassa della schiena si ripercuotono
negativamente sulla sessualità oltre che nel benessere di tutto l’apparato
genito-urinario.
Conclusioni
Il bilancio del lavoro svolto è stato molto positivo per quanto
riguarda l’obbiettivo che ci eravamo poste ovvero il raggiungimento dell’insight
su come affrontare la menopausa secondo la definizione di Rogers.
Le partecipanti hanno aderito con entusiasmo e regolarità agli incontri
riconoscendo nel corso del lavoro benefici per quanto riguarda sia la
sfera emozionale e cognitiva sia la sfera corporea. Infatti ci hanno
raccontato, lungo tutto il percorso, di un progressivo miglioramento nella
vita di coppia e di relazioni nell’ambito famigliare, una ritrovata spinta
nella vita sessuale, un attenuarsi se non addirittura scomparire dei
malesseri e dei dolori muscolo-scheletrici spesso associati alla
menopausa.
Ciò è stato possibile grazie alla presenza di un contenitore delle proprie
ansie e paure e dalla condivisione nel Gruppo e dall’acquisizione di
strumenti per la consapevolezza corporea e la ridefinizione del propri
spazio e del proprio Cerchio.
Attualmente stiamo lavorando per la creazione di Gruppi Menopausa che si
svolgano in un arco di tempo più ristretto, dai sei agli otto incontri,
offrendo le risposte ai bisogni di informazione, ascolto, condivisione e
modelli di intervento a livello cognitivo e psico-corporeo che possano poi
essere sviluppati in altre sedi quali Psicoterapia, Counseling
Individuale o di Coppia, terapia sessuologica, Gruppi di Tantra,
Bioenergetica, movimento danza, meditazioni dinamiche, corsi di Yoga,
ginnastica dolce, integrazione posturale, secondo i bisogni e le
inclinazioni di ognuna.
Una finestra aperta quindi in una età della vita in cui qualcosa finisce,
e molto ancora c’è da cominciare.
Ringrazimenti
Questo lavoro di Gruppo è stato possibile grazie all’appassionata e
stretta collaborazione con Katia Pistelli, Ostetrica e maestra di
Yoga, con cui condivido da anni tanti momenti della mia vita
professionale, dall’assistenza alla gravidanza e al parto fino
all’accompagnamento alla menopausa e oltre.
Rossana Cirillo, Genova
19.08.2007
Bibliografia
Alvisi L. - Diario di una Ginecologa -
Vangelista, Milano, 1976
Balint M e E. - Tecniche psicoterapiche in Medicina - Einaudi,
Torino, 1970
Betti S. e Ravaccia F. - Scavalchiamo la menopausa - Franco Angeli,
Milano, 2002
Friedan B. - L’età da inventare - Frassinelli, Milano, 1994
Horney K. - Fuga dalla femminilità, in Baker Miller J., Le donne e la
Psicanalisi - Boringhieri, Torino, 1976
Mazzasette F. et al. - Gruppi di informazione e sensibilizzazione alla
menopausa - CIC, Roma 1997
Pinkola E. - Donne che corrono coi lupi - Frassinelli, Milano, 1993
Rogers C.R. - Psicoterapia di consultazione - Astrolabio, Roma,
1971
Rogers C.R. - I Gruppi di incontro - Astrolabio, Roma, 1976
Rogers C.R. - Psicoterapia e relazioni umane - Boringhieri, Torino,
1970
Weizsacker V. Won - Filosofia della Medicina -
Guerini e Ass., Milano, 1990
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SESSUALITÀ over '50
Cos'è la menopausa?
La menopausa è una stagione della vita in cui
tu, come tante donne, puoi essere più vulnerabile.
Gli ormoni della femminilità vengono a mancare e
l’assenza della mestruazione è il segno dell’inizio di un periodo in cui possono
manifestarsi alcuni sintomi tipici dell’età menopausale: vampate, sudorazioni
notturne, insonnia, ansia, secchezza vaginale, incontinenza urinaria,
depressione ecc.
Non star bene con te stessa può interferire con
l’armonia della vita di coppia e delle relazioni familiari. Il ginecologo è il medico che può aiutarti a
trovare un nuovo equilibrio psico-fisico e a preservare la salute per gli
anni avvenire, in sintonia con le tue esigenze.
Perché parlare di sessualità in menopausa?
Una vita sessuale serena e soddisfacente è
importante ad ogni età per te e per il tuo partner.
La salute sessuale è, infatti, sempre più
considerata un aspetto fondamentale del benessere e della qualità della vita.
Con il passare degli anni può essere assolutamente normale avere una riduzione
del desiderio sessuale e della capacità di dare e ricevere piacere durante
l’attività sessuale.
Le modificazioni ormonali della menopausa possono però
contribuire all’insorgenza di sintomi sessuali che dipendono anche dalle
condizioni generali di salute tua e del partner, oltre che dalla qualità
dell’attività sessuale e dal livello di intesa affettiva della vostra coppia nel
tempo.
Con la menopausa i tuoi livelli di estrogeni e,
in parte, di androgeni diminuiscono. Questo comporta non soltanto un progressivo
invecchiamento degli organi genitali (vagina, clitoride, grandi e piccole
labbra), ma anche la perdita della motivazione alla sessualità che nasce a
livello cerebrale.
Sintomi sessuali e menopausa
La secchezza vaginale è un sintomo molto
frequente in menopausa perché è causato dalla riduzione di estrogeni.
Progressivamente la vagina perde elasticità e diventa sempre più fragile. La
sensibilità degli organi genitali (eccitazione) durante la stimolazione sessuale
si riduce e può venire a mancare la lubrificazione. Il rapporto sessuale è,
pertanto, doloroso (dispareunia) e, spesso, non consente di arrivare al piacere
dell’orgasmo.
La donna e anche il suo partner possono andare
incontro a una riduzione della soddisfazione della relazione e perdere
progressivamente il desiderio sessuale (libido).
Il partner può andare più facilmente incontro a
disfunzioni dell’erezione ed essere meno disponibile ad altre espressioni della
sessualità (baci, carezze ecc.) che sono molto importanti per l’eccitazione
femminile. Nell’insieme tutti questi sintomi possono
compromettere la tua relazione di coppia.
La sessualità non è solo una questione di
ormoni!
Oltre che dalla spinta ormonale, la tua
sessualità di coppia può essere influenzata da altri fattori di stress psico
fisico:
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Modificazioni della forma corporea e declino
della femminilità;
-
Malattie croniche (molti farmaci
interferiscono con la funzione sessuale nella donna come nell’uomo) e tumorali;
-
Interventi chirurgici (istrectomia, soprattutto
se con rimozione delle ovaie);
-
Dolore per malattia e/o la perdita di persone
care;
-
Preoccupazioni per la crescita-emancipazione dei
figli, l’accudimento dei familiari anziani, le condizioni di salute della
coppia, l’economia familiare ecc.;
-
Perdita di ruolo sociale conseguente al
pensionamento;
-
Difficoltà relazionali, divorzio, vedovanza.
Ricordati che la capacità affettiva non è
influenzata negativamente dal tempo che passa e la sessualità, intesa non
soltanto come atto sessuale, ma come felicità di stare insieme sentimentalmente,
deve essere valorizzata sempre.
Che fare allora?
Uno dei più importanti fattori per mantenere una
vita sessuale soddisfacente nel tempo è comunicare i tuoi problemi e i tuoi
bisogni al partner. A volte è estremamente difficile parlare di aspetti intimi
della propria vita di relazione, soprattutto se le cause del malessere non sono
ben chiare. E’ per questo che devi essere informata sui
possibili cambiamenti della funzione sessuale conseguenti all’età della
menopausa.
Interrogati sugli eventuali
sintomi sessuali che tu e il tuo partner state provando in questo delicato
periodo della vostra vita di coppia. Se non hai un partner, considera ugualmente
questi aspetti, ti aiuterà ad essere più serena se vorrai ricominciare ad avere
una vita di coppia.
Misura la tua sessualità in
menopausa
Rispondi alle seguenti domande relative alla sessualità di coppia da quando sei
in menopausa. Se non hai un partner rispondi soltanto alle domande che
riguardano la tua attività sessuale (autoerotismo, fantasie ecc).
Somma i punteggi corrispondenti a tutte le tue risposte e valuta l’entità dei
sintomi sessuali. Se non hai un partner, aggiungi 4 al punteggio corrispondente
alle risposte relative a te stessa.
1) Durate la stimolazione
sessuale e/o il rapporto ti capita di provare?
Secchezza vaginale e
difficoltà di lubrificazione
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
Riduzione delle sensazioni
genitali
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
Dolore vaginale e genitale
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
Difficoltà a raggiungere
l’orgasmo
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
Riduzione della soddisfazione
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
Calo del desiderio sessuale
- quasi mai o mai 4
- qualche volta 3
- molte volte 2
- quasi sempre o sempre 1
- no attività sessuale 0
2) Come sarebbe il tuo
desiderio sessuale (voglia di prendere l’iniziativa, fantasie ecc.)
se tu non avessi dolore o altri sintomi durante il rapporto sessuale?
Nessuna variazione
rispetto alla premenopausa 4
- elevato
3
- nella media 2
- scarso 1
- comunque assente 0
3) La menopausa ha
cambiato la tua sessualità?
-
no 2
- si da parte mia
1
- si da parte del partner 1
- si da parte di entrambi
0
4) Il tuo partner soffre
di uno o più dei seguenti sintomi?
-
no 2
- difficoltà a raggiungere/mantenere l’erezione 1
- calo del desiderio sessuale 1
- eiaculazione precoce 1
- dolore genitale 1
- non ho un partner 0
4) I sintomi sessuali, se
presenti, sono fonte di stress per la tua vita personale e di coppia?
-
no 2
- si da parte mia
1
- si da parte del partner 1
- si da parte di entrambi
0
5) Come giudichi il
rapporto sentimentale con il tuo partner?
-
ottimo 4
- buono 3
- con alti e bassi
2
- cattivo 1
- non ho un partner 0
Scopri te stessa:
superiore a 25
La tua sessualità non sembra aver risentito in modo sostanziale
dell’arrivo della menopausa. Probabilmente vivi bene questo momento di
passaggio della tua vita di donna e la buona intesa con il partner ti
aiuta a superare gli effetti negativi delle modificazioni ormonali sulla
tua risposta sessuale. Considera sempre il tuo ginecolgo come punto di
riferimento.
tra 10 e 25
Sei una tipica donna in menopausa perché la tua funzione sessuale non è
più quella di un tempo. Probabilmente le modificazioni ormonali
influenzano negativamente la tua risposta sessuale e la tua vita di
coppia. Prendi in considerazione l’idea di fare qualcosa per migliorare la
tua sessualità. Parlane con il tuo ginecolgo che valuterà la necessità di
una terapia.
inferiore a 10
La tua sessualità ha risentito
moltissimo dell’arrivo della menopausa. Probabilmente già in passato la
tua risposta sessuale presentava qualche problema e la qualità della tua
vita di coppia non era ottimale. Le modificazioni ormonali hanno però
peggiorato la situazione. Fai qualcosa per migliorare la tua sessualità.
Parlane con il tuo ginecolgo: ti prescriverà una terapia adatta ai tuoi
problemi.
Parlane al tuo
ginecologo
Con le idee un po’ più chiare e senza alcun imbarazzo, discuti i tuoi
problemi sessuali con il ginecologo. Insieme potete trovare la soluzione
più adeguata per te, ed, eventualmente, per il tuo partner.
Non ci sono moltissime terapie per migliorare la funzione sessuale della
donna, anche se la ricerca scientifica stà facendo enormi passi avanti,
soprattutto in menopausa.
Il ginecologo saprà orientarti verso la terapia ormonale sostitutiva più
adeguata ai tuoi sintomi menopausali e sessuali, personalizzando il
trattamento sulla base della tua storia clinica e degli eventuali fattori
di rischio.
Riequilibrare il tuo stato ormonale migliora la salute e la qualità di
vita generale ed esercita un effetto benefico fisico e psicologico che si
riflette sulla sessualità.
Per superare la
menopausa... senza pause!
Ci sono moltissime terapie ormonali sostitutive che aiutano a prendersi
cura dei sintomi della menopausa e a prevenire patologie a lungo termine
come l’osteoporosi. L’importante è trovare insieme al ginecologo quella
giusta per te.
La maggior parte delle terapie sono a base di estrogeni, cui vengono
aggiunti i progestinici (per proteggere l’utero).
Tante donne hanno grandi benefici dall’uso di questi ormoni in menopausa.
Le vampate di calore e l’insonnia scompaiono nella maggior parte dei casi,
così come la secchezza vaginale. Nell’insieme il ritrovato benessere
favorisce il desiderio sessuale e migliora la qualità dei rapporti
sessuali.
La ricerca di nuove molecole capaci di prendersi cura delle donne in
menopausa ha portato allo sviluppo del Tibolone, una forma particolare di
HRT che agisce come un estrogeno contro le vampate, l’insonnia e la
secchezza vaginale, proteggendo però l’utero grazie alla sua azione anche
come progestinico.
Ha un effetto specifico sul benessere mentale e sul desiderio sessuale
perché aumenta le molecole del “buon umore” (peptidi oppioidi) e ha una
blanda azione androgenica nel cervello che si riflette sull’eccitazione,
la lubrificazione e l’orgasmo durante l’attività sessuale.
Non rinunciare mai al piacere di essere donna a 50 anni e prenditi cura di
te stessa sotto tanti punti di vista (dieta, esercizio fisico, stile di
vita, prevenzione ecc.) Solo così potrai continuare a provare desiderio...
per la vita. |